Liliana Stredie lavora al ristorante Maninpasta di Arezzo
Ecco cosa ci ha raccontato!
Quando è nato il tuo amore per la cucina?
Cucino da sempre in famiglia. Sono cresciuta in campagna e mi ricordo che la mamma mi portava con lei nell’orto a prendere le verdure, nel pollaio per le uova. Si cucinava ogni giorno quello che la natura ci donava. Andavo con i nonni a fare la farina con il nostro grano, l’olio. Pian piano, crescendo, ho iniziato a cucinare io per la famiglia. Ho avuto ed ho ancora una grande curiosità di conoscere i prodotto dalla produzione fino alla tavola. Mi piace sapere cosa uso nelle mie ricette e ricercare sempre il meglio.
Cosa vuoi esprimere attraverso i tuoi piatti?
Un senso di bene. Mangiare non è solo soddisfare un bisogno, è un’esperienza a tutto tondo: il cuoco nel piatto include anche i suoi ricordi, emozioni, sentimenti. I miei piatti sono così e ciò che più amo è conoscere la storia di ogni piatto che cucino o che mangio.
Lavorativamente, dove ti vedi fra 10 anni?
Sto bene come sono adesso. Ho trovato il mio equilibrio: fare la pasta per il ristorante, partecipare ai concorsi e ad eventi belli e godermi la mia famiglia. Sono felice e tra dieci anni vorrei avere ancora tutto questo. Niente di più!
