Antonietta Mazzeo, brand strategist, assaggiatrice professionista, comunicatrice dell’olio, giurato del concorso EXTRACUOCA è una professionista molto verticale sull’olio. Da anni ha puntato molto su questo prodotto, catturata dall’argomento.
“L’OLIO GIUSTO È COME
LA FIRMA SU UN CAPOLAVORO”
Che cosa ti porta a EXTRACUOCA?
Prima di tutto la passione per l’olio EVO – una passione legata alla professione di tecnico, che per esempio esercito nei panel di assaggio e al ruolo di direttore del COER, il Consiglio Oleoturismo Emilia-Romagna. L’olio è un argomento che cattura.
Due parole sul concorso, sulla formazione, sulle donne
Porto la mia passione, trasformata in un mestiere.
Ho approfondito la cultura e l’informazione sull’olio perché mi sono resa conto della carenza del settore che non dà all’olio l’importanza fondamentale che merita. Il mio lavoro mi porta a un continuo confronto con il mondo della ristorazione, con i cuochi e le cuoche. Quando Ercole Olivario ha chiesto di più sui contenuti del progetto condiviso, ho subito pensato alle cuoche, alle donne, come testimoni di un utilizzo consapevole e del considerare l’olio EVO un ingrediente fondamentale per arricchire una preparazione.
I tempi sono maturi per…
Per una presa di conoscenza e di coscienza. Me lo aspetto dalle cuoche, che devono trasformare questo prodotto. Mi aspetto anche una presa di consapevolezza da parte del consumatore finale, futuro ambasciatore di quel prodotto, grazie alla maggiore conoscenza.
L’importanza della formazione?
Il contest, con la sua proposta formativa, sarà un momento di partenza, ma l’opportunità che diamo è eccezionale. Le cuoche cresceranno e potranno avere una visione completamente diversa del prodotto e, attraverso sia loro cucina che il servizio in sala potranno sempre più trasferire, raccontare l’olio con competenza e consapevolezza. Perché è questo che ti dà la formazione: scoprire un extraterrestre, non un semplice extra vergine.
Io firmo molte carte degli oli, ma vedo la necessità di dare prima le basi a cuochi, ristoratori, consumatori. Di dare le nozioni semplici: l’oliva è un frutto. L’olio è una spremuta. Di riportare l’attenzione sui pregi e far capire, pe esempio che un olio rancido o di poco valore su un piatto costato fatica è rovinoso.
Che cosa ti aspetti dalle entries attese?
L’olio deve avere un’intensità adeguata al piatto e questo le cuoche Lo sanno. Ma con una competenza del prodotto, per qualcuna potrebbe essere una rivoluzione. Se le cuoche vedessero l’olio come la firma su una loro creazione, questa sarebbe la svolta. Una svolta fatta anche di autorevolezza
La tua call to action alle partecipanti
Preparatevi sull’olio. Considerate il vostro piatto come una tavolozza di sapori e profumi. Deve emozionare. L’aspetto visivo colpisce, ma tutti i sensi contano. Firmate con l’olio.